venerdì 21 maggio 2010

Dolce.. ed è subito festa!

Hai mai guardato l'espressione dei volti quando arriva in tavola il dolce? Vi vedrai dipinta allegria, aspettativa, curiosità.. e se qualcuno ha l'aria triste, stai sicuro, è a dieta. Perchè il dolce è, nella nostra memoria a nella nostra cultura, così indissolubilmente legato all'idea della festa che la sua sola vista ci rallegra anche se oggi l'uso dei dolci è molto più diffuso di un tempo.

zucchero
Sarà perchè la vita è spesso amara, fatto sta che l'uomo ha sempre cercato di addolcirsi la bocca. All'inizio lo faceva solo con il miele e per procurarselo non esitava a sfidare i terribili pungiglioni delle api selvatiche che, giustamente, non erano molto contente di veder saccheggiare il loro alveare. Poi cercò forme meno pericolose per soddisfare la sua golosità e il suo bisogno di cibi fortemente energetici.

A quanto sembra, fu una ricerca molto lunga, durata addirittura millenni, se è vero che le prime notizie di uno zucchero ricavato dalla canna ci vengono dal Vicino Oriente, e risale addirittura al 300, perchè non c'erano sufficienti conoscenze tecniche per ricavarlo.

Quando fu scoperto il trucco, lo zucchero si diffuse molto rapidamente e in tutte le lingue la parola dolce è usata per indicare qualcosa di estremamente gradevole: dolce è una persona gentile; dolce è una sera di primavera; dolce è l'amore.

Attualmente i tipi di zucchero più diffusi sono quelli di barbabietola, di canna, di acero canadese e di sorgo. In Italia quello più usato è sicuramente quello di barbabietola e ciò si deve a Napoleone. Durante la guerra con gli inglesi, fra le varie derrate alimentari che vennero a mancare, c'era anche lo zucchero di canna. Si decise quindi incrementare al massimo la produzione di barbabietola per risolvere l'amaro problema. Il nuovo zucchero piacque tanto che da allora gli europei continentali snobbarono lo zucchero di canna, mentre gli inglesi continuarono a usarlo largamente.

Quale che sia il dolce preferito, è un fatto che biscotti, pasticcini, focacce, ciambelle, torte, semplici o elaboratissime, piccole o gigantesche, sono largamente presenti nelle tradizioni e nella gastronomia di ogni popolo.

Ad esempio, il gelato pare che sia stato inventato a Firenze, alla corte dei Medici, agli inizi del '500, e per molti anni rimase a deliziare soltanto i palati dei nobili fiorentini perchè i pasticcieri erano gelosissimi del loro segreto. Fu Caterina dei Medici, quando nel 1533 andò in sposa al futuro Enrico II di Francia, a portarsi a Parigi alcuni cuochi che fecero conoscere il gelato oltralpe. Per la verità, anche gli antichi romani avevano una specie di gelato: era fatto di neve, pressata e conservata in grandi buche coperte di frasche, alla quale aggiungevano miele e pezzi di frutta. Pare che ne fossero ghiottissimi, tanto che il filosofo Seneca ebbe parole parole molto dure contro uomini e donne che “nivem rosundi”, che cioè rosicchiavano neve, ma le sue acide parole non distolsero nemmeno per un attimo i suoi contemporanei dalle loro fresche delizie.

Furono invece gli inglesi a inventare il biscotto, prendendo l'idea dalle gallette dei marinai.

Le gallette erano cotte più a lungo e a temperatura più alta del normale pane per togliere loro ogni traccia di umidità, in modo che non ammuffissero.

All'inizio del '800, un fornaio ebbe l'idea di aggiungere zucchero e aromi alle sue gallette e di venderle a terra. L'idea ebbe successo e in breve i biscotti inglesi, racchiusi in graziose scatole di latta per proteggerli dall'umidità, si diffusero in tutta Europa. Ben presto impararono a farli anche in altri paesi.

Lo zucchero, e i dolci in genere, di per sé non ingrassano: sono semplicemente alimenti molto energetici che forniscono all'organismo un alto numero di calorie. Certo, se una persona che ha una vita sedentaria mangia ogni giorno 4 fette di torta, tenderà sicuramente a ingrassare, ma è inutile che ne dia la colpa solo alla torta.